Il Sacro Cuore di Gesù

Gramsci, Antonio

Il «Momento» di lunedí ci annuncia che è stata «ricostituita» la sezione elettorale del Sacro Cuore di Gesú. È una bella notizia. Non c’è molto da scherzare sull’azione attivistica che vanno svolgendo i cattolici in quest’ora. Di fronte al flagello immane piegano le menti e vacillano i cuori, e gli uomini sentono vivo ed irresistibile il bisogno di aggrapparsi alla speranza di un’altra vita eterna, migliore di quella che venti secoli di cristianesimo hanno saputo dare all’umanità. Ed i preti fondano sul misticismo, rinascente dalla vigliaccheria collettiva, le loro speranze. A Crea, un magnifico colle dell’ubertoso Monferrato, e sul quale sorge, naturalmente, un santuario con una celebre madonna nera, si sono riuniti un bel numero di autorità, sindaci, deputati, sottosegretari di Stato, sottoprefetti, liberali, magari massoni, per decidere la erezione di una nuova cappella votiva. C’era anche Leonardo Bistolfi! Cosí, facendo pompa di amor patrio sviscerato in pubblico, dichiarandosi avversari della guerra nelle sacrestie delle campagne, sfruttando le circostanze, abili, gesuiti sempre, i clericali preparano le loro forze, che sapranno domani porre ancora una volta al servizio delle dinastie e delle classi dirigenti. Frattanto noi socialisti ci azzuffiamo, ed andiamo cercando chi piú dell’altro sappia pronunciare le parole piú vuotamente rivoluzionarie!

Ma non divaghiamo! Anche se il lavoro clericale è una cosa seria, la sezione elettorale del Sacro Cuore di Gesú è buffa! Perdonino le anime timorate, che per avventura leggessero queste righe, ma non ho potuto fare a meno di ridere leggendo quel titolo! È una scherzo del caso, capisco. Il giornalista che ne è responsabile non ne ha colpa. Tanto piú che lui, molto probabilmente, crede soprattutto al sacro cuore di Gesú, sezione Cassa! Ma il caso giuoca dei brutti tiri; bisogna stare attenti.

Povero sacro cuore di Gesú! Sezione affittacamere per i padroni di casa che, regalando alla chiesa la prima mesata di affitto, si assicurano contro il pericolo di restare troppo tempo con degli appartamenti vuoti, e magari anche contro i danni del decreto luogotenenziale; sezione matrimoni, per le beghinette che desiderano un collo torto qualsiasi col quale unirsi in legittime nozze ed acquistare il diritto di avere uno o piú amanti; sezione infortuni contro le malattie, contro i rischi della guerra. Funziona sempre con ottimi risultati; chi perde una gamba poteva perdere anche un braccio: miracolo; chi ci rimette un occhio poteva rimanere cieco completamente: miracolo; chi ha avuto una palla nello stomaco, poteva morire: miracolo! Chi è morto va in paradiso: miracolo!

E per ultima, trascurando tante altre succursali, la sezione elettorale. Utilissima per gli affari dei ricchi e qualche volta anche per quelli privati del fasciato Zaccone!. Con questo mezzo Gesù fa il galoppino elettorale per la borghesia liberal-massonica; protegge il municipio torinese dall’invasione dei barbarossa proletari; assicura il governo delle scuole elementari e delle opere pie ai preti e alle relative perpetue; impedisce che sette frati, sempre viventi da non so quante diecine d’anni, possano essere mandati via dal Convento del Monte, che dovrebbe essere restituito alla fanciullezza, alla cittadinanza; garantisce ai parroci i denari municipali necessari per impiantare la luce elettrica nelle chiese o per rinnovare le campane; ecc. ecc.

Ah, Gesú, se tu sei mai esistito rinnova il miracolo, sorgi ad adoperare lo scudiscio. Ma tu sei morto, e la pietra dell’avello tuo non si alza piú!

(31 maggio 1916).