Zucconeide

Gramsci, Antonio

I ribaldi sparafucili del ceto esercentesco che si pascono dello strame clericale del «Momento» ci devono ancora una dimostrazione. Categoricamente avevano promesso di fare la dimostrazione concreta del calmiere a rovescio esercitato dall’Alleanza cooperativa. Messi con le spalle al muro, questi bacchettoni corrosi dalla coscienza della loro infecondità ideologica e pratica, si sono accontentati di abbaiare contro l’istituzione creata dalla nostra volontà economica, e hanno fatto delle piccole malignazioni bottegaie, e hanno ghignato o hanno mostrato di spaventarsi e di far spaventare per il fatto che i socialisti torinesi si propongono di fare del socialismo anche attraverso la cooperazione.

Nessuno ha mai preso sul serio le abbaiate del «Momento»; noi ci abbiamo riso sopra, e abbiamo invano cercato di vedere se fra gli invertebrati del giornale clericale ci fosse un uomo di carattere, che volesse avallare col suo nome le castronerie e le scemenze dei vari Luigi Chiesa. Ma il «Momento» ha ben altro da fare che curarsi di cercare la verità. Gli importa soltanto di ottenere un po’ di successo bottegaio, mostrare che compie il suo compito di sparafucile dell’… obolo di S. Pietro. E non si stanca. E riesce anche ad aver dei successi. Perché nel nostro miracoloso paese chiunque accosta le due parole: socialisti e tedeschi, ottiene dei successi mirabili. Le due parole sono certamente le parole fatate che Circe usava per trasformare gli uomini in bestie. Il loro effetto è infallibile. I patriottissimi del «Momento», che non volevano fosse tolto all’ambasciatore austriaco Palazzo Venezia, conoscono i loro polli, sanno a maraviglia l’arte di Circe. Volevano mordere a tutti i costi; sollevare uno scandaletto sul nome dell’Alleanza cooperativa, alla quale non riescono a togliere i clienti, alla quale non riescono a togliere la saldezza, che dà nervi e resistenza al Partito socialista. E lanciano la diffamazione, loyolescamente moderata, furbescamente insinuante. Le farmacie dell’Alleanza hanno in magazzino dei prodotti tedeschi; le farmacie dell’Alleanza possono ancora vendere medicinali tedeschi. E quindi il neutralismo, ecc. Chissà che i tedeschi non forniscano addirittura gratis i socialisti dell’Alleanza? Ciò è sufficientemente idiota, ma tutto serve; se il fatterello potesse diventare uno scandalo e questo potesse essere gonfiato, e l’autorità avesse un pretesto per intervenire! I contrabbandieri di ieri, i paladini del ministro Meda, che dice costar poco la frutta in Italia, mentre si trovano limoni siciliani nelle trincee austriache, insinuano che i socialisti facciano il contrabbando. Gli altri giornali lo affermano addirittura, a mano a mano che il processo circeo si compie e si solidifica. Il «Momento» è soddisfatto; ha lanciato la pietruzza: ora aspetta che la valanga si formi. I suoi padroni saranno soddisfatti e l’obolo di S. Pietro crescerà.

Ma noi ce ne infischiamo. E anche la guerra economica è nelle nostre teorie, e siamo troppo poco cristiani per odiare il «nemico» e seminare l’odio in ogni occasione ed in ogni modo.

Non ci saremmo neppure curati dei lombrichi di corso Oporto, se non fossero riusciti a farsi riportare, a dar respiro ampio al loro chiocciolio piattoloso. Purtroppo nel regno zoologico inferiore in cui il «Momento» vive, il parere vale quanto l’essere. I preti lo sanno, e ne abusano. Che il dio ribaldo che vive nelle loro coscienze sia loro propizio. Noi ripetiamo la frase di Proudhon.

(10 ottobre 1916).